A percorrere a ritroso il cammino che gli ebrei internati a Campagna durante la seconda guerra mondiale, è stato Gianni Pittella, vice presidente del Consiglio dell'Unione Europea.
Accompagnato dal Sindaco di Campagna Biagio Luongo e dal direttore del Museo della Memoria Marcello Naimoli, ha potuto visitare la nuovissima sala multimediale che consente di vedere filmati originali dell'epoca e le ricostruzioni relative alla vita che si svolgeva nel campo di concentamento ai piedi degli Alburni.
Dal 1940 al 1943 la cittadina di Campagna (Salerno) ospitò diverse centinaia di Ebrei, vittime delle leggi razziali del 1938, che furono alloggiate nei due ex conventi di San Bartolomeo e dell’Immacolata Concezione, trasformati in campi di internamento. L’Amministrazione Comunale di Campagna, con la committenza al Liceo Artistico Statale di Eboli (Salerno) e all’IPSIAM di Campagna (Salerno) di opere d’arte inserite nel “Percorso della Memoria e della Pace”, realizzate da docenti e allievi, ha voluto ricordare una pagina significativa della propria storia. Per questo gesto di altruismo e di amore, la Città di Campagna è stata insignita il 25 settembre 2006 di Medaglia d’Oro al Valor Civile. Infatti, la quasi totalità degli internati ebrei di Campagna si salvò dalla barbarie dello sterminio ad opera dei nazisti grazie al grande cuore della popolazione locale, di Giuseppe Maria Palatucci, allora Vescovo di Campagna, e dell’eroico suo nipote Giovanni Palatucci, che per questo gesto fu arrestato e poi barbaramente trucidato dai nazisti.
Sopra la testimonianza lasciata dall'On. Pittella all'archivio del Museo della Memoria
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domenica 29 gennaio 2012
Commemorazioni a Campanga per la giornata della memoria
martedì 17 gennaio 2012
IL SENSO DELLA STORIA ARTE CONTEMPORANEA NEI LUOGHI DELLA MEMORIA EBRAICA A CAMPAGNA
Dal
1940 al 1943 la cittadina di Campagna (Salerno) ospitò diverse centinaia di
Ebrei, vittime delle leggi razziali del 1938, che furono alloggiate nei due ex
conventi di San Bartolomeo e dell’Immacolata Concezione, trasformati in campi
di internamento. L’Amministrazione Comunale di Campagna, con la committenza al
Liceo Artistico Statale di Eboli (Salerno) e all’IPSIAM di Campagna (Salerno)
di opere d’arte inserite nel “Percorso della Memoria e della Pace”, realizzate
da docenti e allievi, ha voluto ricordare una pagina significativa della
propria storia. Per questo gesto di altruismo e di amore, la Città di Campagna
è stata insignita il 25 settembre 2006 di Medaglia d’Oro al Valor Civile.
Infatti, la quasi totalità degli internati ebrei di Campagna si salvò dalla
barbarie dello sterminio ad opera dei nazisti grazie al grande cuore della
popolazione locale, di Giuseppe Maria Palatucci, allora Vescovo di Campagna, e
dell’eroico suo nipote Giovanni Palatucci, che per questo gesto fu arrestato e
poi barbaramente trucidato dai nazisti. Le opere, collocate lungo l’Itinerario
della Memoria e della Pace” nel centro urbano cittadino di Campagna, sono state
fortemente volute dal Sindaco di Campagna, Prof. Biagio Luongo, e dal Dirigente
Scolastico del Liceo Artistico Statale “Carlo Levi” di Eboli e dell’IPSIAM di
Campagna, Prof. Giovanni Giordano, con grande sinergia di intenti e larghezza
di vedute.
E’
la prima volta che in Europa, e forse nel mondo, si inaugurano
contemporaneamente, nell’arco temporale di un solo giorno, ben sei opere d’arte
all’aria aperta, in un percorso urbano, cittadino. Per questo motivo possiamo
parlare anche di “Museo Diffuso della Memoria e della Pace”. L’arte al servizio
della storia, la memoria al servizio dell’arte.
La
Città di Campagna si ripropone all’attenzione della storia ricordando con
orgoglio i propri cittadini come campioni di umanità e di carità, di altruismo
e di amore verso i nostri fratelli; gente umile, semplice, che ha scritto
una memorabile pagina di storia, che
merita di essere ricordata e portata ad esempio per le fortunate generazioni
che non hanno vissuto quei tragici eventi della prima metà del XX secolo.
L’arte diviene, ancora una volta, lo strumento privilegiato e il veicolo
culturale più alto e valido per trasmettere il senso della storia, senza nulla
concedere alla retorica, per invitare
tutti alla riflessione, per evitare, possibilmente, tragici errori che sono
stati commessi in passato, per mostrare ai nostri giovani che l’amore può e
deve vincere qualsiasi brutalità, che la carità, la tolleranza e il rispetto
reciproco tra le persone sono potenti strumenti di aiuto e di solidarietà,
anche per fugare qualsiasi minima tentazione di ritorno al buio, nelle tenebre
del male.
Alla cerimonia di inaugurazione delle opere
d’arte contemporanea nei luoghi della memoria a Campagna, il 23 gennaio 2012,
sarà presente l’On. Gianni Pittella, Vice Presidente Vicario del Parlamento
Europeo.
domenica 21 agosto 2011
CAMPAGNA
La storia di Campagna inizia a partire dal XV secolo quando, con l'avvento degli Orsini di Gravina prima, e dei Grimaldi di Monaco poi, l'abitato si sviluppò notevolmente. Durante il periodo monegasco la città fu una sede diocesana nonché capitale feudale. Furono realizzati numerosi edifici sia religiosi che civili, costruite fontane monumentali e istituite accademie letterarie. E’grazie al folklore ed alle tradizioni popolari che Campagna è rinomata, come A' Chiena (la piena), ovvero l'inondazione pilotata delle acque fiume Tenza lungo la principale arteria del centro storico, corso Umberto I; oppure Portoni ghiottoni, un itinerario turistico-gastronomico del centro storico, in cui palazzi storici di maggior pregio vengono aperti al pubblico ed utilizzati per la preparazione e la degustazione di prodotti locali. Il territorio è infatti prevalentemente destinato alla produzione agricola e rientra nell'area di produzione dell'olio di oliva D.O.P. Colline Salernitane.
Nel periodo della II Guerra Mondiale, Campagna fu sede del più grande campo di concentramento per gli ebrei d’Italia. La città subì inoltre pesanti bombardamenti, il cui più tragico si ebbe il 17 settembre in Piazza Mercato, quando si registrarono oltre 200 morti. La popolazione fu insignita di medaglia al merito civile per l’aiuto che essa diede agli ebrei lì internati favorendo la fuga o il loro sostentamento.
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